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Centro Trasferimento Tecnologico Fondazione Edmund Mach

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Via E. Mach 1 38010 San Michele all'Adige (TN)

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La Carta di San Michele all'Adige, partendo da una prima traccia redatta dagli entomologi della Fondazione Edmund Mach, è un documento elaborato e completato, con un intenso lavoro collettivo, dai maggiori apidologi ed entomologi italiani e col supporto di apicoltori sensibili da sempre a questa tematica. Oltre al contributo dei singoli studiosi, il testo è stato vagliato collegialmente dagli apidologi del CREA Agricoltura e Ambiente di Bologna, da lungo impegnati proprio su queste tematiche e dalle due principali istituzioni nazionali che si occupano di insetti, l’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia e la Società Entomologica Italiana. Dal punto di vista conservazionistico è stato fondamentale anche il contributo della World Biodiversity Association onlus, impegnata negli ultimi anni anche su tematiche relative alla salvaguardia delle api mellifiche e selvatiche.

Il Documento costituisce dunque una precisa espressione della comunità scientifica italiana, con l’obiettivo di costituire la base scientifica per future proposte ed azioni tecniche, sia nel campo della conservazione della biodiversità che dell’apicoltura a tutti i livelli.

Il documento parte dal presupposto che l’ape mellifica non può essere considerata un animale domestico, anche quando sia gestita dagli apicoltori, e quindi le sue sottospecie sono il risultato della selezione naturale che agisce a livello locale, rendendole adatte ad interagire sia col clima che con le flore delle diverse aree geografiche in cui la specie si è nel tempo stanziata. L’ape mellifica è dunque un animale selvatico e presenta delle peculiarità che la rendono un organismo chiave per la conservazione della biodiversità e degli equilibri ecologici in generale. Ne deriva che la salvaguardia di questa specie, da un punto di vista faunistico, riveste un interesse molto ampio.

La compromissione della distribuzione originaria delle diverse sottospecie autoctone sta causando gravi ripercussioni sia ambientali che dal punto di vista della produttività dell’apicoltura. L’analisi puntuale delle cause di questo degrado forniranno i presupposti per conseguenti azioni concrete di tutela.